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Il ciclo di produzione del lattice

Il ciclo di produzione del lattice

Da dove proviene il lattice?

Il lattice è un prodotto naturale che raccogliamo dall’albero della gomma, l’Hevea brasiliensis, sotto forma di liquido. Un liquido dalla consistenza viscosa ed elastica, che l’Hevea produce principalmente per proteggersi dagli insetti. Il lattice in eccesso fuoriesce come una resina dal tronco della pianta. Non è solo la Seringueira Hevea Brasiliensis a produrre il prezioso liquido, ma un’intera famiglia di piante, che costituisce il 14% del numero complessivo delle specie di piante tropicali. Per questi organismi vegetali, il lattice liquido costituisce una fonte importante di protezione contro gli animali, in particolare erbivori e insetti. Il lattice svolge infatti un’azione repellente per gli animali che si nutrono della pianta. Ma alcuni insetti, in questa lotta per la sopravvivenza, hanno sviluppato una capacità aggiuntiva: recidono le “arterie” vegetali che trasportano il lattice (similmente a come fa l’uomo per prelevarlo). Effettuando questa operazione prima di nutrirsi, si garantiscono un pasto pulito. Ma la maggior parte degli insetti che tenta di cibarsi di queste piante rimane invece intrappolata, o non riesce nemmeno a raggiungere l’obiettivo di nutrirsi, trovando il lattice non commestibile.

Altre piante che producono lattice

In natura, tuttavia, il lattice è diffuso anche al di fuori delle specie tropicali. Si stima che, nella divisione delle angiosperme (le piante più evolute, quelle che producono semi), il lattice sia presente nel 10% di tutte le specie. Si tratta d’altronde di un liquido composto da acqua unita a un insieme di sostanze diverse, quali proteine, enzimi, amidi, zuccheri, resine, gomma, oli, alcaloidi e tannini. Questa emulsione cambia di stato e diventa gelatinosa nel momento in cui viene esposta all’aria.
Bianco, giallo, arancione o rosso: sono tante le tonalità di colore che può assumere il lattice liquido; molto dipende dalla varietà specifica della pianta da cui proviene, ma la stragrande maggioranza è bianca.

Il micro-reticolo e la struttura reticolare

Il micro lattice non ha nulla a che vedere con l’Hevea Brasiliensis. Si tratta di un materiale metallico, il materiale metallico più leggero al mondo: cento volte più leggero del polistirolo. Nonostante il peso, ha una resistenza incredibile ed è proprio per questo che è stato paragonato al lattice naturale. Si tratta di un materiale utilizzato ad esempio nel settore aerospaziale: per produrre e realizzare mezzi che, pur alimentandosi a carburante, guadagnano in leggerezza, con un notevole risparmio economico a livello strutturale.
Inoltre c’è anche quella che in inglese viene chiamata lattice structure, una struttura reticolare ordinata di punti che si dispongono formando un cristallo, che non ha nulla a che vedere con l’Hevea. I reticoli metallici ultraleggeri hanno una bassa densità, data proprio dalla struttura a forma di schiuma metallica che presenta tantissimi pori.

L'estrazione del lattice liquido

L'Hevea brasiliensis è una pianta che può raggiungere i trenta metri di altezza. Si riconosce dalla tipica foglia trifogliata. L'origine geografica dell'albero dell'Hevea brasiliensis è da ricondurre alla foresta amazzonica. Inizialmente, quindi, l’economia legata all’estrazione ha reso prospere quelle città brasiliane situate in posizione strategica.
Diffusamente conosciuta come albero della gomma, nella sua variante arbustiva – più piccola – l’Hevea raggiunge comunque i due metri di altezza. Alcuni la utilizzano come pianta da appartamento, ma necessita di spazio e di un’esposizione importante alla luce.
Per estrarre il lattice è necessario innanzitutto selezionare gli alberi al giusto stadio di maturazione, poi incidere la corteccia. Lo si fa con una tecnica particolare, che permette di non danneggiare la pianta, che potrà essere sfruttata per almeno trent’anni per centinaia di volte.
Questo, a grandi linee, è il ciclo di vita dell'albero della gomma:

nei primi cinque o sei anni di vita la pianta cresce e non avviene l’estrazione;

dal sesto anno in poi si inizia l'estrazione;

il picco produttivo viene raggiunto all’incirca intorno al 12° anno di età;

gli alberi continuano a produrre lattice fino a circa il trentesimo anno di vita:

Questa essenza è molto produttiva: da ogni pianta se ne possono raccogliere circa tre chilogrammi all’anno.
Una volta che il lattice liquido inizia a fuoriuscire dalla pianta, viene raccolto in un contenitore posto alla base del tronco. Si tratta di una posizione ottimale: il liquido lattiginoso scorre lentamente e inesorabilmente lungo il tronco, fuoriuscendo in abbondanza dai fori che vi sono stati praticati.

Le proprietà del lattice naturale e il suo utilizzo

Le proprietà di un ottimo lattice si manifestano sin dall’inizio. Quando sgorga dal tronco dell’Hevea si nota la consistenza tipicamente collosa ed elastica, ma al contempo morbida, di questo materiale.
Il lattice è definito naturale perché possiede qualità intrinseche estremamente utili all’uomo. Si tratta di una sostanza antibatterica, antimuffa e fungicida. Ciò lo rende ampiamente utilizzato nella fabbricazione di numerosi prodotti sanitari.
Ma, nella scelta dell’impiego di questo materiale, non si può non tenere in conto la sua elasticità. È possibile deformarlo in modi diversi, stirandolo ed allungandolo, esercitandovi della pressione. In ogni caso, il lattice ritornerà sempre ad assumere la sua forma di partenza. Ecco perché risulta anche longevo - perché è capace di conservare le sue caratteristiche inalterate nel tempo, anche in presenza di un massiccio utilizzo.
In questo caso si può davvero parlare di eco-sostenibilità. Non solo si tratta di un materiale di origine naturale, ma è anche un elemento a cui non è necessario aggiungere componenti chimiche in fase di lavorazione. Componenti che poi rimangono nel prodotto finale, risultando tossiche e in grado di inquinare l’ambiente. Infine, a suggello della sua eco-sostenibilità, il lattice si può riciclare.
Sono proprio queste caratteristiche a renderlo utile alla produzione di oggetti sanitari di uso quotidiano, come le fasce di compressione, i lacci emostatici, i cateteri, i guanti. Lo stesso vale per quei prodotti destinati ai neonati, dai giocattoli ai pannolini stessi.
Oltre agli accessori sanitari, il lattice è ovunque. È presente negli indumenti, così come nelle gomme da masticare. Esiste anche il lattice liquido che può essere impiegato per il body painting. Ma il prodotto in lattice per eccellenza, quello che tutti conoscono, è il materasso e i cuscini.

Lattice naturale e lattice sintetico

Il lattice è solo uno. Quello di origine naturale, l’unico e il più apprezzato, perché garantisce una qualità superiore.
Il lattice sintetico è esteticamente identico, ma sostanzialmente diverso e privo delle caratteristiche salutari del prodotto naturale.
Al giorno d’oggi il mercato offre davvero di tutto, prodotti ibridi che mescolano il lattice di origine organica con altre sostanze, per modificarlo, per “allungarlo”. Si può giocare con la sua composizione proprio per ottenere una consistenza più adatta a ciò che si desidera ottenere. L’utilizzo di un prodotto non naturale, anche solo in percentuale, è un chiaro sintomo di risparmio economico. Tutte le varianti sintetiche di materassi in lattice, che si propongono come antiallergiche, non garantiscono la salubrità e il sostegno del prodotto 100% naturale.

Cos'è la schiuma di lattice?

Quando si parla di lattice per materassi, capita di imbattersi nella denominazione "schiuma di lattice": ma di cosa si tratta esattamente?
Il termine non si riferisce direttamente all’origine naturale o meno della gomma, poiché esiste sia la schiuma di lattice ricavata dal lattice organico sia quella ricavata dal lattice sintetico. Questa terminologia fa invece riferimento al metodo di lavorazione. Per rendere “schiumoso” il lattice, infatti, si aggiunge aria prima della cottura. Questo procedimento permette di rendere il materiale molto più morbido, creando delle bolle al suo interno. Fatta questa precisazione, si capisce che la schiuma di lattice e il lattice hanno davvero poca differenza, c’è solo l’aria a livello di materia prima. A livello di prodotto finale, la differenza c’è: quando vengono compressi si comportano in modo diverso, ed è per questo che hanno un impatto diverso nel sostenere il corpo.

La gestione del ciclo del lattice nei materassi e nell'abbigliamento

Tra i vari modi di utilizzo, accenniamo brevemente al settore dell’abbigliamento. È possibile acquistare fogli di lattice o rotoli di lattice al metro, ma a cosa servono? Trattandosi di un materiale così versatile, viene utilizzato per realizzare capi di abbigliamento in autonomia, senza ricorrere alla macchina da cucire. Basta semplicemente utilizzare una colla al lattice per lavorare i capi, oppure adesivi al lattice a base di solvente. L’unica precauzione da adottare è quella di non esporlo troppo alla luce e, quando non vengono indossati, dovrebbero essere conservati al buio più totale. Per il lavaggio dei capi in lattice occorre procedere a mano, con poca acqua tiepida e poco detergente specifico, e lasciarli asciugare abbondantemente all’aria.
Per quanto riguarda il , tutto dipende dal livello di purezza e dal grado di traspirabilità del rivestimento. In ogni caso, è buona norma aprire la fodera almeno una volta al mese, per esporla all’aria e consentire l’evaporazione dell’eventuale umidità. Per lavare un materasso in lattice naturale non occorre bagnarlo direttamente, ma basterà passarci un panno appena inumidito con un pizzico di bicarbonato. Successivamente, lo lasceremo asciugare per almeno mezza giornata.
Una volta terminato il ciclo di vita dell’abito, del materasso o di qualsiasi altro oggetto in lattice, sarà necessario smaltirlo. Se si tratta di lattice di origine organica come quello dei prodotti Kipli, lo smaltimento è facile, perché il lattice naturale è biodegradabile e quindi può essere compostato.
Se invece si tratta di lattice sintetico, dovrai smaltire il materasso seguendo la procedura prevista per i rifiuti ingombranti.

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